CORRIDOI UMANITARI

DETTAGLI PROGETTO

  • Donatore
    vari
  • Luogo
    Paesi di partenza: Afghanistan, Etiopia, Giordania, Grecia, Libano, Libia, Niger, Cipro. Paesi di arrivo: Italia, Francia, Belgio, Andorra e altri paesi UE
  • Periodo
    dal 2016 - in corso

Corridoi Umanitari per i profughi

È un progetto-pilota, frutto di un Protocollo d’intesa tra la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, la Tavola Valdese, la Cei-Caritas e il governo italiano.
Ha come principali obiettivi evitare le morti in mare e lungo le rotte di terra, che hanno già provocato un numero altissimo di morti, tra cui molti bambini; impedire lo sfruttamento dei trafficanti di uomini che fanno affari con chi fugge dalle guerre; garantire a persone in “condizioni di vulnerabilità” (ad esempio, oltre a vittime di persecuzioni, torture e violenze, famiglie con bambini, anziani, malati, persone con disabilità) un ingresso legale sul territorio italiano con visto umanitario e la possibilità di presentare successivamente domanda di asilo o protezione internazionale.

Come funzionano?

Le associazioni inviano sul posto volontari, che prendono contatti diretti con i rifugiati nei paesi interessati dal progetto, predispongono una lista di potenziali beneficiari da trasmettere alle autorità consolari italiane, che dopo il controllo da parte del Ministero dell’Interno rilasciano dei visti umanitari con Validità Territoriale Limitata, validi dunque solo per l’Italia. Una volta arrivati in Italia legalmente e in sicurezza, i profughi potranno presentare domanda di asilo. Arrivati in Italia, i profughi sono accolti attraverso un modello di Accoglienza Diffusa su tutto il territorio nazionale dalle comunità locali, associazioni e famiglie. La prima accoglienza prevede la distribuzione di beni e servizi di prima necessità, oltre che interventi di assistenza medica e consulenza amministrativa/legale. I percorsi volti al conseguimento dell’autonomia personale e/o familiare includono: servizi di orientamento/accompagnamento per favorire il corretto accesso ai servizi pubblici, tra cui il Sistema Sanitario Nazionale; corsi di lingua, formazione culturale e professionale; supporto alla ricerca del lavoro e all’inserimento lavorativo; inclusione e integrazione dei minori nel sistema educativo, a scuola nella propria classe di età e supporto extra-curricolare.

Da febbraio 2016 a oggi sono già arrivate 5.200 persone – siriani in fuga dalla guerra e rifugiati dal Corno d’Africa e dalla Grecia.

I CORRIDOI UMANITARI IN CIFRE (FREE DOWNLOAD)

Come sono finanziati?
I corridoi umanitari sono totalmente autofinanziati dalle associazioni che li hanno promossi.

I protocolli attivi

I protocolli al momento attivi a sostegno dei Corridoi Umanitari, sono:

  • Protocollo firmato nel 2019 dal ministero dell’Interno, Maeci, Comunità di Sant’Egidio e Conferenza Episcopale Italiana per 600 richiedenti asilo da Etiopia, Giordania e Niger.
  • Protocollo con lo Stato italiano per l’ingresso in Italia di 300 rifugiati provenienti dalla Grecia, in particolare dall’isola di Lesbo.
  • Protocollo siglato nell’aprile 2021 dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia con il Governo Italiano un protocollo per l’apertura di nuovi Corridoi Umanitari dalla Libia per 500 beneficiari.
  • Rinnovo del protocollo dal Libano il 5 agosto 2021 per l’accoglienza di altri 1000 profughi:  all’interno dello stesso protocollo è stato reso possibile l’avvio di Corridoi Umanitari anche per i profughi presenti sulla rotta balcanica (dalla Bosnia).
  • Protocollo siglato il 4 novembre 2021 per l’arrivo di 1200 profughi afgani attraverso l’apertura di nuovi Corridoi Umanitari dall’Afghanistan e dai paesi limitrofi.

Tra gli accordi che hanno consentito l’arrivo e l’accoglienza dei profughi, rientra anche quello tra tra la Segreteria di Stato, le Autorità italiane e cipriote, con la collaborazione della Sezione per i Migranti e Rifugiati della Santa Sede e la Comunità di Sant’Egidio.