Corridoi Umanitari per i profughi
È un progetto-pilota, frutto di un Protocollo d’intesa tra la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, la Tavola Valdese, la Cei-Caritas e il governo italiano. Ha come principali obiettivi evitare le morti in mare e lungo le rotte di terra, che hanno già provocato un numero altissimo di morti, tra cui molti bambini; impedire lo sfruttamento dei trafficanti di uomini che fanno affari con chi fugge dalle guerre; garantire a persone in “condizioni di vulnerabilità” (ad esempio, oltre a vittime di persecuzioni, torture e violenze, famiglie con bambini, anziani, malati, persone con disabilità) un ingresso legale sul territorio italiano con visto umanitario e la possibilità di presentare successivamente domanda di asilo o protezione internazionale.
Come funzionano?
Le associazioni inviano sul posto volontari, che prendono contatti diretti con i rifugiati nei paesi interessati dal progetto, predispongono una lista di potenziali beneficiari da trasmettere alle autorità consolari italiane, che dopo il controllo da parte del Ministero dell’Interno rilasciano dei visti umanitari con Validità Territoriale Limitata, validi dunque solo per l’Italia. Una volta arrivati in Italia legalmente e in sicurezza, i profughi potranno presentare domanda di asilo. Arrivati in Italia, i profughi sono accolti attraverso un modello di Accoglienza Diffusa su tutto il territorio nazionale dalle comunità locali, associazioni e famiglie. La prima accoglienza prevede la distribuzione di beni e servizi di prima necessità, oltre che interventi di assistenza medica e consulenza amministrativa/legale. I percorsi volti al conseguimento dell’autonomia personale e/o familiare includono: servizi di orientamento/accompagnamento per favorire il corretto accesso ai servizi pubblici, tra cui il Sistema Sanitario Nazionale; corsi di lingua, formazione culturale e professionale; supporto alla ricerca del lavoro e all’inserimento lavorativo; inclusione e integrazione dei minori nel sistema educativo, a scuola nella propria classe di età e supporto extra-curricolare.
Da febbraio 2016 a oggi sono già arrivate 5.200 persone – siriani in fuga dalla guerra e rifugiati dal Corno d’Africa e dalla Grecia.
I CORRIDOI UMANITARI IN CIFRE (FREE DOWNLOAD)
Come sono finanziati? I corridoi umanitari sono totalmente autofinanziati dalle associazioni che li hanno promossi.
I protocolli attivi
I protocolli al momento attivi a sostegno dei Corridoi Umanitari, sono:
Tra gli accordi che hanno consentito l’arrivo e l’accoglienza dei profughi, rientra anche quello tra tra la Segreteria di Stato, le Autorità italiane e cipriote, con la collaborazione della Sezione per i Migranti e Rifugiati della Santa Sede e la Comunità di Sant’Egidio.